Letture da metro. (…)

Ma scendendo dalla collina fu colto da tristezza e pensò in cuor suo: «Come potrò andarmene in pace e senza soffrire? No, non sarà col cuore indenne da ferite che me ne andrò da questa città. Per lunghi giorni ho sofferto fra le sue mura, e per lunghe notti ho vissuto in solitudine; chi mai saprebbe abbandonare il suo dolore e la sua solitudine senza rimpianto? Troppi frammenti dello spirito ho sparso per queste vie, e troppi sono i figli della mia nostalgia che camminano nudi fra queste colline, e non posso separarmi da loro senza sentirne il peso e la pena. Non è un vestito quello che tolgo oggi, ma pelle che lacero con le mie stesse mani. Né è un pensiero quello che lascio dietro di me, ma un cuore addolcito dalla fame e dalla sete. Tuttavia, non posso più indugiare. Il mare che richiama a sé ogni cosa sta chiamando me, e mi devo imbarcare. Poiché restare, sebbene siano ardenti le ore della notte, vorrebbe dire irrigidirsi e fossilizzarsi, rinchiusi in una forma. Vorrei tanto portare con me ogni cosa che è qui. Ma come potrei farlo? Una voce non può trasportare la lingua e le labbra che le hanno dato le ali. Deve viaggiare da sola nell’etere. E anche l’aquila dovrà volare sola e senza nido, attraverso il sole». Allora, quando giunse ai piedi della collina, si voltò ancora verso il mare e vide la sua nave avvicinarsi al porto, e sulla prua c’erano i marinai, uomini della sua terra.E il suo spirito si slanciò verso di loro, gridando: «Figli della mia antica madre, cavalieri delle onde, quante volte avete veleggiato nei miei sogni. E ora siete giunti al momento del mio risveglio, che è il mio sogno più profondo. Oh, sì che sono pronto a partire, e la mia brama sta a vele spiegate in attesa del vento. Farò solo un altro respiro in quest’aria immobile, lancerò un solo sguardo d’amore dietro di me, e poi sarò fra voi, un navigante fra i naviganti.

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La sospensione dell’io del venerdì sera.

No nient’altro, ci stavo pensando.
Quando tutta la settimana lavori e il venerdì o il sabato sera vuoi solo ridere e magari ballare e sentirti bello/a e attraente.
Che è comprensibile. Ed è pure comprensibile chi dice “no a me basta una pizza e un film con la mia metà”, però c’è da dire che con la musica alta è più facile non pensare e non parlare dei problemi della settimana. Per questo uno vuole sospendere l’io. Alzi il volume della musica e abbassi quello dei pensieri.

Com’è che…?

Com’è che poche cose tristi, non tragiche, ma che non hanno mai goduto si una spiegazione, tornano per un attimo nella mente e cancellano settimane di fatica per recuperare/costruire un equilibrio?
Come accade che si trova il baricentro?
Come si fa?