L’Italia vista dal bar (ma anche l’Unica non è male)

E se la gente s’incazza
Scenderemo in piazza
Oppure a far la ri-colazione
E questi siamo noi
Poeti, santi ed avventori
E mediamente eroi
Qualcuno ce l’ha fatta
Ed è volato via
Ma quanta nostalgia che ha
E non importa se il posto
Non è più fisso, non è più lo stesso
Ci deve essere un nesso
Tra la felicità e l’espresso
Proprio adesso
Proprio adesso
L’Italia vista dal bar
È un’istantanea di noi
Quasi impossibile da spiegare
Ed io che cerco un nesso
Tra un desiderio espresso…

 

 

 

Chi sono io?
Cosa sarò?
Che cosa sono stato
tra quello che ho vissuto
e quello che ho immaginato?
Ora di te cosa farò?
E’ così complicato

.

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Se avessi avuto un blog-diario di un’emigrante…

Se gli emigranti non avessero importato le proprie usanze in America, non esisterebbe Little Italy. Che, può piacere o meno, ma è un modo di vivere i luoghi ben definito.

Tuttavia, se si vuol viaggiare e diventare cittadini del mondo, bisogna osservare, sempre con occhi nuovi, tutto ciò che si incontra. Personalmente, preferisco usi, dialetti, proverbi, e cucina, – certo! Ma anche la piccola cultura, quella dei piccoli eventi, delle persone “piccole”, non di quelle che vanno alle feste “in” e nei locali famosi. Tutti quei piccoli posti in cui la gente si incontra, dialoga e cresce. Dal piccolo teatro che nessuno conosce in Colonne (se vi capitasse di chiedere informazioni per strada, vi suggeriranno di trovarlo con le mappe dell’iphone), alla mostra di Kandinskj al Palazzo Reale. Alla creatività digitale, ai writers sulla martesana, a tutte quelle piccole chicche che una città come milano porta nei suoi molteplici strati.

Un diario di viaggio dunque, percorso sui tram e sulle enjoy dei fuorisede milanesi. E siccome sono “straniera”, osservo con attenzione. Tutto qui.

Hope you like it.

Kandinskj, la mostra e i flussi di pensiero.

Una foto con pennello. Tanti pennelli. Gli piacevano molto.

Biomorfismi ed embrioni.

Sperimentare fasi e possibilità del sè, e poi recuperare il buono del vecchio.

Mulino, Olanda.

Tempera su cartone. Nero.

Che bisogno c’è di virtuale per disegnare un bosco, quando ci sono i colori a olio?

Il parco di Saint cloud, viale ombreggiato

“Detesto che la gente veda ciò che io sento in realtà… Sento penso sogno… Sarò sempre diverso dagli altri”. Crisi, 1906-7

Senza titolo 1917 circa, acquerello e inchiostro di china su carta

1915 senza titolo barca

Piccoli mondi. Litografia.

Giallo rosso blu; su bianco 2.

Blu, gioiosa ascesa

Accento in rosa. Epico. Mi ci siederei davanti al centro della stanza.

Ammasso decorato.

Azzurro cielo, mirò

Accordo reciproco, la rete. Più attuali per me.

(Valvonauta / bush glycerine)