“a coda, tutt’ ‘o sann’, è ‘a cchiù ttost’ ‘a scorticà”

“La coda, tutti lo sanno, è la più dura da scorticare”.

è come se la stanchezza non aumentasse come per una somma, +1, +1, +1, … ma come una potenza. Si moltiplica per sé stesso ed è una tarantella.

[nota: una nuova accezione del termine tarantella, non come stereotipo napoletano sole-pizza-mandolino, ma come ballo faticoso a significare che se non salti continuamente sei fuori]

A un certo punto ti rendi conto che:

– forse l’errore è stato pensare-sperare-pretendere che nessuno dicesse “goodbye”

– non è realmente una catastrofe come sembra. è solo che ce lo mostrano così, perché è così che il mercato tira. ma non ha realmente senso angosciarsi per una cosa che sembra, ma non puoi sapere com’è, in fondo.

– siamo tutti sulla stessa barca, pur non sapendo questa barca com’è davvero, in fondo.

– proprio non sapere com’è in realtà caratterizza questa barca comune, in fondo: nessuno di noi lo sa, quindi balliamo questa folle tarantella facendo finta di credere a delle regole del gioco che nessuno ci ha davvero spiegato, e che nessuno ci ha detto neanche “è così, se fai così puoi vincere”.

Dopo queste lezioncine di relativismo cosa rimane?

Come sempre, la necessità del punto e a capo. Un bisogno in più di usare parole proprie e non altrui, e di non vivere in un cartone animato dei Peanuts con tutti BLABLABLABLABLA BLABLA BLABLABLABLABLA.

Parlare per comunicare qualcosa, di piccolo magari, ma che sia significativo, e magari, ancora, se è piccolo, usare poche parole, perché non ha senso dire poco con milioni di parole, mi sono spiegata, no?

e in ultimo, una speranza, che questa esasperazione di tutte le bugie che sento si plachi. Le bugie sarebbero cose tipo “che tragedia, siamo rovinati, è impossibile, è la fine, i maya, vi amo tutti, vi odio tutti, è tutto bello, è tutto buono, è tutto terribile, era meglio prima, era peggio prima, c’è posto per tutti, non c’è posto per nessuno”.

mi sono francamente stancata delle leggi, soprattutto quando sono FALSE.

che cosa ho detto di interessante? boh. ma è il mio blog. stica.

Annunci

4 Matrimoni e Una Scimmia

Io non li ho osservati con attenzione, ok?

C’era un giorno che nella vita di una donna era magico, si preparava fin dai 6 anni circa, tovaglie, fiori, candele, veli, e lo sposo, certo. Oggi si pensa tantissimo allo sposo, ancora. Anche se poi si preferisce – legittimamente, secondo me – la convivenza. E le favole, i romanzi, i film. Però il matrimonio se lo sono presi i wedding planner, e ora ci sono i wedding contest, non semplicemente reality wedding planner, tipo che uno in gamba ed evidentemente effeminato ti organizza il matrimonio e lo fa vedere in tivù, ma proprio la competizione. è come un sarabanda, o un giochi senza frontiere, o il pranzo è servito? non ricordo neanche bene, ma il criterio è quello, qualunque cosa si faccia, si compete. Competizione fisica tra uomini, in generale rivalità femminile, competizione di intelligenza o abilità tra i sessi – in genere. E si compete per denaro. Alla ruota della fortuna si competeva per una pelliccia, un auto o…un frullatore? (Sospiro di nostalgia).

E oggi competono 4 matrimoni, o meglio 4 spose. (devo rievidenziare la rivalità femminile?)

 

E poi c’era la maturità, l’esame, le discussioni pedagogiche-politiche su quanto fosse giusta la commissione interna o mista o esterna, la paura, i racconti del terrore dei più grandi, i film “notte prima degli esami ieri oggi e domani”.

E oggi c’è la Scimmia. Non è ancora cominciato, ho visto uno spot, ma so cosa ho pensato quando ho visto il messaggio di ricerca concorrenti qualche mese fa, in sovraimpressione dopopranzo sulla mediaset. 

immaginate che scorra

HAI TRA I 18 E I 25 ANNI E NON SEI RIUSCITO A DIPLOMARTI? PARTECIPA AL NUOVO PROGRAMMA E CHIAMA IL …

Insomma non era proprio così, ma capiamoci, in Italia, se non sei riuscito a diplomarti una volta, non hai bisogno di un programma di super aiuto. Vorrei tralasciare che basta mettere la testa sulle spalle, bere meno, dormire meglio, studiare meglio, 18 anni li abbiamo compiuti tutti, sappiamo com’è l’ultimo anno, sentirsi sbandati, la paura per il futuro, il desiderio di indipendenza, amori e ormoni… C’è davvero bisogno di un CEPU? non è piuttosto il nuovo Grande Fratello? il nuovo reality, il nuovo spioncino sulla pecora nera di una ventina di classi italiane? Vogliamo vedere cosa potrebbe succedere nell’aula della punizione, dove vanno a finire gli anti-secchioni, se ci fosse qualcuno in grado di dargli una mano? Ok, vediamo.

Però non chiamatelo La Scimmia, vi prego. Mi sa tanto di sbronza e di stupidità.

Non chiamatelo La Scimmia.