Appagamento: “Appagamenti: non vengono detti–di modo che, falsamente, la relazione amorosa sembra ridursi a essere un lungo lamento. Il fatto e che, se e incoerente esprimere malamente l’infelicita, per contro, nel caso della felicita, sarebbe una colpa sciuparne l’espressione: l’io parla solo quando e ferito; quando mi sento appagato o mi ricordo di esserlo stato, il linguaggio ci appare angusto: io sono trasportato fuori del linguaggio, cioe fuori del mediocre, del generico” (Barthes 31)
La batteria del mac è a terra e io dovrei dormire per cui faccio in fretta.
Propositi per l’anno nuovo (vale anche come Propositi consigliati per l’anno nuovo)
Bisogna chiudere i cicli.
Non per orgoglio, per incapacità o per superbia: semplicemente perchè quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita.
Chiudi la porta, cambia musica, pulisci la casa, rimuovi la polvere.
Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei.E’ davvero ora di cambiare“.
P.Coelho
Vi ho parlato del treno che è arrivato, vuoto. Non vi ho detto che però c’erano tanti pacchi da riordinare, spolverare, selezionare, rimettere sul vagone in partenza, disfarsene. Cheppoi il vagone semplicemente “swoosh”, direi.
Io vi consiglio Being Erica, come telefilm. Fatto davvero bene.
Tutto ciò che inizia ha una fine, se lo accettiamo, le cose andranno meglio. E sarà un nuovo inizio. Che non è un semplice bicchieremezzopieno, è proprio lasciare che il mondo scorra e porti il nuovo.
Smetti di essere chi eri, trasformati in quello che sei.
Troppo cerebrale per capire
che si può star bene senza complicare il pane,
ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote
ma doppiate.
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo
e quando dormo taglia bene l’aquilone,
togli la ragione e lasciami sognare,
lasciami sognare in pace…
Non lo so che sto combinando. So che certe cose non mi vanno giù, ma non so bene perchè. So che devo assecondare le mie necessità, ma non so se sono sane, non so da dove vengono nè dove vanno. Penso alle papere. Che era meglio nascere papera. Che è meglio campare alla giornata con piccoli, vacui, progetti imprenditoriali senza pretese.
ora prendo un po’ di soldi, li metto su una carta, li investo per produrre e vendere le mie idee creative. risultati prospettati: sfogo creatività, soddisfazioni nella vendita, guadagno minimo, esercizio di tecniche e capacità di marketing.
Ho bisogno di mettermi in moto secondo i miei ritmi per questo settembre, senza star dietro a tempi, necessità, paranoie altrui. Avrei bisogno di uscirmene di casa, in altre parole. Poi magari se la vendita delle t shirt funziona lo faccio. Con i guadagni. Magari.
Avrei bisogno di un viaggetto. Domani prendo un po’ di soldi e lo prenoto.
Col cucito sto migliorando, anche se il tempo che perdo a dormire potrei dedicarlo a migliorare ancora.
Cosa mi manca? non lo so. sto meglio di prima, ma divento sempre meno tollerante…